La primavera è arrivata, e con essa le fragole: come al solito ci capiterà il cestino con frutta sciapa e priva di gusto, ecco come evitarlo.
Belle, rosse, lucide. Peccato che, come ogni anno, ci ritroviamo col solito cestino che prometteva bene e invece al primo morso sembra di mangiare acqua zuccherata. Succede, lo sappiamo. Ma non dovrebbe succedere tutte le volte.

Quanti di noi già solo a nominarle sentono la bocca riempirsi di aspettative? Le fragole sono così: dolci, succose, con quel tocco acidulo che le rende irresistibili. Però basta sbagliare cestino e tutta la magia sparisce.
E non è solo questione di fortuna. Scegliere le fragole buone davvero richiede un occhio un po’ più attento, un po’ meno frettoloso. Perché non tutte quelle belle lo sono anche al gusto. E allora tanto vale imparare due o tre dritte semplici per non cadere sempre nello stesso errore.
Fragole, come si riconoscono quelle buone (prima di pentirsi a casa)
Il colore, sì, conta – ma non basta. Devono essere rosse dappertutto, non solo davanti, non solo sotto. Se la parte vicino al picciolo è ancora bianca o verdognola, sono state raccolte troppo presto, e di solito questo significa solo una cosa: niente sapore.
Quelle belle rosse, uniformi, magari anche un po’ opache (non troppo lucide da sembrare finte), sono le più affidabili. Anche perché quelle lucide lucide, spesso, arrivano da serre e trattamenti pensati più per l’occhio che per la bocca.

Il profumo è un altro indizio che non tradisce quasi mai. Le fragole buone si sentono subito: anche da dentro la confezione, anche a mezzo metro di distanza. Se non profumano, lasciamole lì, tanto poi a casa non cambia nulla. E fidiamoci un po’ del naso, che in queste cose è più sveglio degli occhi.
E poi la forma, che dice molto più di quanto pensiamo. Quelle piccole, storte, con qualche macchiolina chiara (non muffa, sia chiaro), sono spesso le migliori. Le fragole perfette, tutte uguali come soldatini, sono quelle che raramente lasciano il segno. A meno che non ci piaccia il sapore del cartone bagnato.
Altro trucco: controllare bene sotto. A volte il cestino è perfetto sopra e un disastro sotto, con fragole ammaccate o già molli. Basta sollevarlo un attimo, ruotarlo, e ci si salva da una fregatura annunciata.
E poi, ovviamente, occhio all’origine. Se vediamo scritto Spagna, Marocco o peggio, senza alcun dettaglio su dove siano state raccolte o quando, conviene girare alla larga. Le fragole italiane, specie quelle del Sud – Basilicata, Campania, Sicilia – sono mille volte più saporite. E se c’è un mercato contadino vicino, vale la pena farci un salto: magari le fragole non sono perfette a vedersi, ma spesso sono quelle che sanno davvero di fragola.