Ha dell’incredibile quanto accaduto in uno stadio poco prima dell’avvio della partita: come è stato possibile commettere una simile gaffe?
Le gaffe sono certamente all’ordine del giorno e possono essere commesse in televisione, sul posto di lavoro, tra le mura di casa, con gli amici o nel contesto delle relazioni di coppia. Se nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di sviste sostanzialmente innocue e che possono essere lasciate alle spalle semplicemente ridendoci su, in altri casi risultano essere talmente clamorose o assurde da diventare addirittura virali e fare il giro del mondo.

Proprio come accaduto all’interno di uno stadio poco prima del fischio di inizio del match, quando è stato dedicato un minuto di silenzio ad un calciatore che si pensava morto ma che invece era vivo e vegeto a casa sua. Come è potuto succedere?
Lo credono morto e gli dedicano un minuto di silenzio allo stadio, ma il calciatore è vivo
Quanto accaduto allo stadio va ben oltre la semplice gaffe, non solo per l’assurdità dell’episodio ma anche per via delle conseguenze, dal punto di vista dello stato d’animo, che ha avuto sui parenti stretti della persona coinvolta ed in primis sulla moglie. Infatti la donna è scoppiata in lacrime dopo aver sentito in televisione l’annuncio legato alla morte del marito, che però in realtà era vivo anche se, in quel momento, fuori casa.

Tutti è accaduto in Bulgaria dove il club dell’Arda Kardzhali ha deciso di osservare “in memoria” di Petko Ganchev un minuto di silenzio. L’ex calciatore in questione è molto conosciuto nel Paese anche perché ha segnato, con quella maglia, ben 120 reti. Per ragioni ancora da chiarire la società calcistica lo credeva morto ed ha deciso di omaggiarlo prima del fischio di inizio di una partita con il classico minuto di silenzio dei giocatori e dell’arbitro delle due squadre, Arda Kardzhali e Levski Sofia, riunite a centrocampo.
Ganchev però è vivo e quando è rientrato a casa si è ritrovato dinnanzi la moglie in lacrime. L’ex attaccante ha svelato l’accaduto raccontando dal suo punto di vista l’impatto della clamorosa gaffe: “Entro nel cortile di casa mia e mi accoglie mia moglie in lacrime. Mi grida: ‘Petko, Petko, hanno annunciato in televisione che sei morto!’”. Dal canto suo il club bulgaro non ha potuto fare altro che scusarsi pubblicamente per l’accaduto con un comunicato postato sui social: “Abbiamo ricevuto informazioni errate sulla sua morte. Auguriamo a Petko molti anni di buona salute e di godersi le vittorie della nostra squadra”. Nel frattempo però la vicenda ha varcato i confini nazionali facendo il giro del mondo, tra stupore ed incredulità.