Nell’ultimo appuntamento televisivo, Chi l’ha visto? si è occupato ancora del caso di Andrea Prospero, portando in evidenza una nuova importante prova.
Il programma condotto da Federica Sciarelli si è nuovamente occupato del caso di Andrea Prospero, il giovane 19enne trovato morto a Perugia lo scorso gennaio. Lo storico programma di Rai3 è entrato impossesso di nuove importanti prove che evidenziano una più larga rete di responsabili dietro il suicidio del giovane di Lanciano.

Nell’ultimo appuntamento televisivo di Chi l’ha visto?, Federica Sciarelli ha messo nuovamente in primo piano il caso di Andrea Prospero, il giovane 19enne di Lanciano che studiava informatica a Perugia ed è stato trovato morto in un b&b il 29 gennaio scorso, a pochi giorni dalla denuncia di sparizione da parte della sorella.
Le indagini della Procura hanno già ricostruito un quadro di quanto accaduto in quei tragici momenti; Andrea che acquista i farmaci, la diretta Telegram e il giovane di 18 anni -ora agli arresti domiciliari- che lo incita ad ingerire tutta la dose che poi lo porterà alla morte. Durante la trasmissione, però, Sciarelli ha mostrato una nuova prova che evidenzia la presenza di una più larga rete di presunti responsabili.
Andrea Prospero, chi altri sapeva e non ha chiamato i soccorsi?
La trasmissione è entrata in possesso, mostrandola, di una nuova prova che evidenzia la presenza sul web di una rete che spaccia finte ricette mediche per l’acquisto di farmaci che possono stordire e che, come nel caso di Andrea Prospero, possono determinare anche la morte.

La prescrizione medica è inviata da un soggetto che si fa chiamare Chef e che sicuramente è la persona che ha inviato la prescrizione che ha permesso ad Andrea Prospero di acquistare i sedativi. Nella prescrizione sono scritti il nome della regione e quello della dottoressa che ha prescritto il farmaco; la redazione del programma ha contattato la professionista in questione che ha sottolineato di essere in pensione da 1 anno e non poter emettere una ricetta del genere.
Di fatto, sono stati rubati i dati della dottoressa per cui le ricette emesse sembrano vere, ma in realtà sono state falsificate. La morte del giovane Andrea potrebbe avere aperto una falla in un sistema che mette a rischio potenzialmente migliaia di ragazzi che hanno facilmente accesso alle nuove tecnologie digitali.
Ma sul caso di Andrea Prospero restano irrisolte ancora diverse domande: ad esempio, chi erano gli altri partecipanti alla chat? In quanti hanno assistito alla diretta di Andrea e non hanno chiamato i soccorsi? In questo ultimo caso, la trasmissione ha mostrato screen dell’ormai famosa chat in cui alcuni utenti si chiedevano se chiamare i soccorsi con il rischio di essere però facilmente rintracciati dalle forze dell’ordine.